Etichetta pneumatici: i risultati un anno dopo l’introduzione

di Alessandro Bombardieri Commenta

Quasi un anno dopo l’introduzione in Europa dell’etichetta degli pneumatici per le auto, è giunto il momento di vedere quali sono stati i risultati di questa novità. Una ricerca commissionata da Goodyear Dunlop nei 6 principali mercati europei ha evidenziato come più del 75% delle persone che nel 2013 hanno acquistato gomme per la propria auto sono stati influenzati dai voti presenti sulle etichette.


Sull’etichetta sono indicati i parametri legati all’aderenza sul bagnato, alla resistenza al rotolamento e al rumore prodotto. L’indagine ha evidenziato che l’etichetta influenza molto anche le decisioni di acquisto delle flotte aziendali europee. Su un campione di 500 flotte (in Francia, Germania, Italia, Polonia e Spagna), addirittura il 66% considera l’efficienza nei consumi il criterio più importante presente sull’etichetta. Oltre la metà dei rivenditori coinvolti nella ricerca usano l’etichetta nella fase di vendita al pubblico degli pneumatici.

MISURE PNEUMATICI INVERNALI

L’obiettivo delle etichette è quello di migliorare il trasporto su gomma, sia dei passeggeri che delle merci. Da etichettare non sono infatti solo i pneumatici delle autovetture, ma anche quelli di furgoni, autotreni e pullman. Un obiettivo ulteriore è quello di avvantaggiare i pneumatici che abbiano un rotolamento migliore e che consentano minori consumi di carburante ma che siano anche poco rumorosi. I clienti così sono in grado di acquistare i pneumatici anche in base a questi parametri, con conseguente responsabilizzazione dell’usufruitore e non solo dell’azienda. Sull’etichetta sono presenti le varie classificazioni di efficienza energetica con la categoria A, B e le altre proprio come viene utilizzata per la vendita di elettrodomestici già da tempo.

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