Per Ecclestone, Monza è un caso politico all’italiana

di Alba D'Alberto Commenta

Il patron della F1 non è fiducioso sulle sorti del GP di Monza e non perché non ritenga di valore e degno di nota il circuito italiano ma perché è convinto di essere di fronte all’ennesimo caso politico all’italiana. Ecco le sue parole per fare chiarezza sull’argomento. 

Il futuro del GP di Monza dopo il 2016 è appeso ad un filo. Siamo ancora nell’incertezza ma stando alle parole di Ecclestone non ci sarebbero molte speranze di tenere la formula 1 inchiodata allo Stivale. Il boss della FOM ha dichiarato infatti alla Reuters che si tratta di una cosa italiana  e c’è chi ritiene questa espressione dispregiativa.

“Un sacco di conversazioni al momento e non molta azione. Mi hanno detto alcuni mesi fa ‘tutto è risolto, sappiamo esattamente dove siamo e tutto d’accordo, senza drammi’, e ora ho sentito che è diventato un caso molto politico. Dovranno continuare, o no. Possiamo fare nulla al riguardo.

Non so cosa succederà. È una cosa un po’ italiana al momento. Le uniche persone che possono risolverla sono quelle che sono attualmente coinvolte in Italia. Non c’è alcuna scadenza: possono prendere tutto il tempo che vogliono, a condizione che sia entro la fine di questo mese.”

Una dichiarazione che arriva in calce alle ultime vicende. Il governatore lombardo Roberto Maroni, infatti, a settembre aveva dato per scontato che sarebbe stato trovato un accordo entro la fine dell’anno e disse di avere per questo anche il consenso del premier. Il presidente dell’ACI ha detto che c’erano soltanto dei dettagli da valutare e qualche incontro per perfezionare il tutto. Invece non resta alcunché e il circuito è messo sempre peggio.

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