È Hamilton ad aver reso grande la Mercedes, o viceversa?

di Redazione Commenta

Lewis Hamilton ha vinto sei titoli mondiali grazie alla Mercedes, o è stata la Mercedes a vincere sei titoli mondiali grazie a Hamilton? È questa la domanda che tutti gli appassionati di F1 si stanno ponendo da tempo e oggi cercheremo di affrontare questa annosa questione, annunciandovi tuttavia che probabilmente la verità sta nel mezzo.

         

Il confronto con Bottas rende onore a Hamilton?

 

Dopo aver eguagliato e superato il record di pole position e di vittorie appartenuto per quasi due decenni a un certo Michael Schumacher, si è subito riacceso il dibattito su chi sia il più grande di tutti i tempi. Siamo convinti del fatto che rispondere a questa domanda, per una infinita quantità di ragioni, sia assolutamente impossibile e pertanto ci limiteremo ad analizzare quanto nella F1 attuale conti il “mezzo” e quanto, invece, conti ancora il pilota. Negli ultimi anni Lewis Hamilton ha letteralmente annichilito la concorrenza, in primis del suo compagno di squadra, dimostrando una classe e un forza che raramente si è vista in pista nella storia della F1. Ma, allo stesso tempo, anche un pilota non propriamente irresistibile come Bottas è riuscito a chiudere la stagione al secondo posto, andando spesso a podio e conquistando anche qualche pole position. La sensazione di molti è che quindi Hamilton sia uno dei piloti più veloci in pista ma non il più veloce in assoluto, o quantomeno a parità di vettura ci sono altri piloti che potrebbero dargli più filo da torcere dell’attuale compagno di scuderia. Charles Leclerc, George Russell e Max Verstrappen, che secondo le scommesse potrebbe ancora riuscire a sopravanzare proprio Bottas nella lotta al secondo posto del mondiale piloti, sembrano essere già in grado di giocarsela alla pari, almeno in termini di velocità assoluta, con il numero 44 britannico.

 


 

L’incredibile prestazione di George Russell ha acceso di nuovo il dibattito

 

Ad accendere nuovamente il dibattito e a porre enormi dubbi sulla netta superiorità di Lewis Hamilton c’ha pensato nel recente GP di Sakhir un ragazzone britannico di 22 anni, attualmente in forza alla Williams, che è stato scelto per sostituire Lewis Hamilton costretto a casa a causa della positività al covid. Sin dalla prove libere del venerdì George Russell, a bordo di una monoposto che non conosceva e in cui stava addirittura scomodo a causa della differenza di stazza tra lui e il 44, è stato più veloce di Bottas e non di poco, arrivando secondo in qualifica ma a soli 20 millesimi dal pilota finlandese. Nella gara della domenica è riuscito a sopravanzare Bottas alla prima curva e a condurre tutto il GP in testa, facendo quasi dimenticare che in quella vettura non ci fosse un sette volte campione del mondo come Hamilton. Solo un errore grossolano compiuto ai box dai meccanici Mercedes ha impedito a Russell di vincere, praticamente all’esordio, il primo GP della sua carriera in F1 che avrebbe dato a Bottas il colpo di grazie dal punto di vista psicologico.

 

La prestazione del giovane britannico ha dimostrato che, a bordo delle Frecce d’Argento, altri piloti potrebbero riuscire ad avvicinarsi a quanto fatto in questi anni da Lewis Hamilton, il cui spropositato talento non viene messo in discussione ma ridimensionato sì, almeno in parte.

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