Microlino, alla scoperta della nuova microcar al 100% elettrica

di Gtuzzi Commenta

Si tratta di una sorta di mini vettura che è stata realizzata interamente in Italia e presenta una lunghezza praticamente da record. Infatti, si spinge fino a soli 243 centimetri e trae ispirazione ad un’altra microcar, ovvero Isetta. 

In realtà, però, ci sono diverse caratteristiche che rendono Microlino una vettura piccola, ma decisamente in grado di spiccare rispetto alla concorrenza. In primo luogo il fatto di essere in grado di percorrere la bellezza di 200 chilometri potendo contare solo ed esclusivamente su un’unica carica delle batterie, oltre al fatto di toccare i 90 chilometri orari come velocità di punta.

Dal punto di vista estetico, sembra di essere tornati alla pratica del restomod. Di cosa si tratta? È una tendenza che prevede di apportare delle modifiche ad un’auto d’epoca, cercando di renderla il più possibile vicina alle esigenze attuali e contemporanee.

Al di là di ogni battuta, Microlino si può considerare un progetto decisamente ambizioso e che ha come fonte a cui ispirarsi solo ed esclusivamente la linea, ma anche lo stile della Isetta. In questo senso, va detto che si propone come una soluzione dedicata alla mobilità urbana di nuovissima generazione e decisamente all’avanguardia, spinta da un propulsore elettrico e decisamente meno caotica. 

La presentazione è avvenuto presso il salone della mobilità di Monaco e ciò vuol dire solo ed esclusivamente una cosa, ovvero che il progetto sta prendendo piede in via ufficiale. In tal senso, i clienti hanno l’opportunità di procedere con la prenotazione di un modello tramite il sito ufficiale del costruttore. La partenza della produzione è già stata pianificata per la fine del 2021, mentre le prime consegne dovrebbero avvenire intorno alla primavera del prossimo anno.

L’aspetto più caratteristico di tale vettura è sicuramente rappresentato da modo in cui si apre la portiera. Quest’ultima è stata collocata all’anteriore e offre la possibilità di eseguire l’accesso a un abitacolo di ridotte dimensioni a due soli posti in cui, anche se lo spazio è chiaramente limitato, è stato ottenuto un vano carico da ben 230 litri.

Una struttura di questa vettura che è stata realizzata con due materiali come alluminiò e acciaio e, proprio per tale ragione, il peso è decisamente ridotto, visto che si aggira intorno a soli 435 chilogrammi. La produzione è tutta ad opera del marchio torinese Cecomp, che sarà in grado di garantire, arrivato a regime, a una produzione annua pari a 7500 vetture. 

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