Abuso di autovelox fermato dalla Cassazione

di Luca Riso Commenta

Il giochino messo in piedi dai Comuni è vecchio: si piazzano autovelox lì dove la legge non lo consente, si incassano multe a tutto spiano.

Il giochino messo in piedi dai Comuni è vecchio: si piazzano autovelox lì dove la legge non lo consente, si incassano multe a tutto spiano, e si coprono i debiti di bilancio delle amministrazioni precedenti e di quella attuale. Ma è arrivato l’ennesimo deciso no della Cassazione, stavolta con sentenza 23882 depositata il 15 novembre 2011.


La Corte ha esaminato un caso di un automobilista multato per eccesso di velocità rilevato tramite autovelox collocato su una strada extraurbana secondaria, dove non permesso. Già il Giudice di pace di Castrovillari (Cosenza, in Calabria), nel 2007, aveva annullato il verbale originario. Il Comune aveva perso anche al Tribunale di Castrovillari nel 2008. Ora la terza sconfitta in Cassazione.

AUTOVELOX BATTONO GLI ETILOMETRI SULLE STRADE

La ragione è semplice: gli autovelox non possono venire utilizzati sulle strade non ricomprese nell’elenco di legge o in un decreto prefettizio; inoltre, c’è un’errata qualificazione della strada, non avente le caratteristiche per essere considerata una strada urbana di scorrimento.

RICORSO PER AUTOVELOX ILLEGALE

Insomma, la sentenza del tribunale di Castrovillari va dunque confermata per gli ermellini. Ma il dubbio è che gli Enti locali ci provino sempre ad allungare i tempi della giustizia. Si passa dal Giudice di pace, al Tribunale, fino addirittura in Cassazione, magari per spaventare il privato cittadino, che si trova costretto ad affrontare una causa ben più grande di un semplice ricorso contro una multa.

Segno che la lotta all’autovelox selvaggio è destinata a durare parecchio ancora, specie in tempi di vacche magre per i Comuni, che non sanno dove andare a trovare il denaro per le loro casse esauste.

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