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Red Bull non funziona nemmeno il telaio

Abbiamo lasciato alle spalle l’immagine della vecchia Red Bull che come una freccia, guidata dal magistrale Vettel, sfrecciata al traguardo lasciando agli altri soltanto di dare un’occhiata alla targa. E ci siamo lasciati alle spalle anche le performance di Ricciardo che facevano andare su tutte le furie Vettel. 

I bookmaker hanno subito capito che questa stagione non si prospettava buonissima per la Red Bull tant’è che non si sono azzardati ad inserire uno dei suoi piloti tra i papabili per il titolo iridato. Si è piuttosto insistito sul gossip, quello che voleva mettere in competizione Vettel e Ricciardo, l’esperienza con la fortuna del principiante. Alla fine sembra proprio che l’attuale pilota della Ferrari sia andato via con una puntina di depressione ne bagaglio.

Adesso Vettel vince e le Red Bull mangiano la polvere di tutte le altre monoposto. La squadra non può evitare di criticare la Renault visto che sia in Australia che in Malesia le performance del motore francese hanno lasciato a desiderate. Helmut Marko, però,  ha messo sul piatto della bilancia anche il telaio della RB11 che non sembra essere all’altezza delle piste di F1. In pratica con un telaio così e un motore poco convincente si profila una stagione di scarsi risultati.

Chissà che ne pensano Daniel Ricciardo e Daniil Kvyat che il Gran Premio della Malesia l’hanno concluso dietro ai due rookie della Toro Rosso, Verstappen e Sainz. E anche la Toro Rosso ha la power unit Renault. Che coincidenza! Sotto gli occhi di spettatori ancora increduti, le Red Bull hanno tagliato il traguardo con un giro di ritardo rispetto al vincitore. Dice Helmut Marko:

“Ci sono alcune cose nel telaio che non funzionano in maniera ottimale. Il risultato di Sepang è un peccato per tutta la Red Bull, ma speriamo serva da sveglia in Inghilterra”.

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