Immatricolazioni auto Europa, ecco cosa è emerso nel 2021

di Gtuzzi Commenta

L’anno che da poche settimane è terminato avrebbe dovuto, quantomeno nelle intenzioni dei grandi marchi, trasmettere i giusti stimoli per la riscossa del settore automobilistico in tutto il Vecchio Continente, a maggior ragione dopo un 2020 che ha dovuto affrontare la fase più complicata e difficile legata all’emergenza sanitaria.

Immatricolazioni auto Europa e la crisi dei chip

Tutto il contrario, invece, quello che si è effettivamente manifestato, dal momento che, per colpa in sostanza della crisi che ha colpito il settore dei microchip, il dato complessivo si deve arrestare a quota 9700192 immatricolazioni, con un calo pari al 2.2% in confronto a quanto è stato registrato nel 2020.

Sono circa 239 mila le immatricolazioni che sono mancate nel 2021 in confronto al 2020 e questo dato rende ancora più chiaro che sia veramente complicato pensare a una ripresa a tutto tondo del settore automotive, in seguito alla fase più acuta legata alla pandemia.

Non bisogna anche scordare tutti quei dati che si riferiscono alla zona Efta, ovvero quella che è composta da Islanda, Svizzera e Norvegia, senza dimenticare anche quelli che arrivano dalla Gran Bretagna, che portano le nuove immatricolazioni a quota 11774885. Il saldo resta sempre negativo in confronto al 2020, ma scende quantomeno a -1.5%.

Se il 2021 aveva preso il via con i migliori auspici, va detto che, in seguito all’estate, un altro problema si è palesato sulla scena ed è quello legato alla crisi dei chip, che ha portato alla mancanza di tanti componenti, la cui conseguenza principale è stata quella di rallentare l’intera produzione. In tal senso, la differenza tra gli ordini dei clienti e le vetture da consegnare si è fatta sempre più marcata.

Durante il secondo semestre dello scorso anno le immatricolazioni di nuove vetture hanno fatto un passo indietro, rendendo inutile il vantaggio che invece era stato fatto registrare nel primo semestre rispetto al 2020.

Stando ai vari dati che sono stati diffusi da parte di Acea, acronimo con cui si fa riferimento all’Associazione Europea Costruttori Auto, le statistiche così negative sono da tenere in considerazione soprattutto per via del fatto che tutti i più importanti mercati, in termini di volumi di vendite, tranne alcune eccezioni, hanno fatto registrare delle tendenze in netto calo. Sul territorio italiano, il trend più negativo è arrivato proprio nel 2021, ma anche tanti altri Paesi del Vecchio Continente non è andata molto meglio: è sufficiente dare un’occhiata in Francia, Spagna e Germania.

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