Quando perdersi in moto non è più un’esperienza romantica?

di Alba D'Alberto Commenta

Sembra di narrare una vicenda degna del miglior film di Fantozzi invece è successo davvero e ne hanno fatte le spese dei piloti impegnati nella Dakar. Questa competizione da qualche tempo, per ragioni di sicurezza, si corre in Sudamerica.

Immaginate di far parte dei concorrenti di una delle competizioni più interessanti del panorama motoristico, la Dakar e immaginate anche di sbagliare strada e finire in un posto in cui è vietato il transito. A parte l’aspetto divertente dell’episodio, se il posto è interdetto al traffico perché si tratta di un sito archeologico, potreste avere molti problemi.

È quello che è successo all’italiano Matteo Casuccio e all’olandese Kees Koolen che con i loro mezzi, sbagliando strada durante la Dakar, sono andati a finire in un sito archeologico cileno nel deserto di Antofagasta. La disavventura di questi atleti è costata loro l’arresto. Adesso hanno chiarito le loro posizioni alla polizia e sono stati rilasciati ma c’è il rischio che il tribunale impedita a Casuccio e Koolen di lasciare il paese.

Matteo Casuccio ha 37 anni ed è accusato insieme al collega olandese di danneggiamento di siti archeologici. Il problema è che questi due piloti si sono persi, uscendo dal percorso ufficiale della Dakar. Prima sono stati presi in custodia nel campo poi, accompagnati dai rappresentanti del Dakar Rally sono stati ascoltati e rilasciati ma bisogna attendere il mandato di comparizione in tribunale.

Il pilota italiano si è scusato per l’accaduto ribadendo che non avevano intenzioni vandaliche ma si è trattato soltanto di un errore. La carovana della Dakar però, sta per spostarsi in Bolivia ma è probabile che loro siano ancora trattenuti in Cile.

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