La sfida alla Dakar? Andare da Mosca a Pechino

di Alba D'Alberto Commenta

Pensando alla originaria Parigi-Dakar, al fascino della corsa nel deserto, in quelle atmosfere assolate e aride che mettevano a dura prova i piloti, fa sorridere che si cerchi una nuova location per un a gara che le deve somigliare e la si cerchi probabilmente in uno dei terreni più freddi d’Europa. 

In pratica la prossima sfida dei piloti di rally potrebbe essere quella di coprire la distanza tra Mosca e Pechino, una distanza tra l’altro anche simbolica oltre che fisica.

Visto che la proposta arriva da Gazprom c’è quasi da considerarla scontata. Un rally a tappe nell’insidioso paesaggio siberiano, che tra l’altro è anche quello più ricco di giacimenti petroliferi e di gas, è un’idea che poteva venire soltanto al colosso russo Gazprom: “L’obiettivo è quello di creare il rally n°1 al mondo”. Ma la Dakar non è già spettacolare così?

Da Mosca a Pechino, attraversando migliaia di chilometri su strade al limite della percorribilità. Entusiasmante e difficile. Un po’ come se si parlasse della transiberiana, la famosa linea ferroviaria che collega l’Europa con la principale città asiatica, adesso di discute di una gara di rally, molto simile alla Dakar per contenuti ma su un terreno totalmente diverso.

L’idea è di Gazprom, colosso russo del gas, azienda che già sponsorizza diversi eventi sportivi, tra cui la Uefa Champions League. Alexei Miller, capo della Gazprom ha spiegato i suoi obiettivi, ora che la squadra ha consolidato la sua presenza in F1 dopo l’ingresso del 2014 con il GP di Sochi. La Russia cerca di consolidare il suo ruolo di protagonista nel circuito motorsport.

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