Maserati Ghibli Anni 90, una sportiva tanto super quanto controversa

di Gtuzzi Commenta

Uno dei modelli probabilmente più controversi di sempre: stiamo facendo riferimento alla Maserati Ghibli, l’ultima vettura di una gestione che sicuramente ha diviso e creato polemiche, ovvero quella di Alejandro De Tomaso.

Parlando di Ghibli, la mente corre subito verso il vento, tipicamente caldo e secco, che spira nel deserto del Sahara è proprio, in fin dei conti, lo stesso che ha spinto la Maserati Ghibli del 1965 ad un successo clamoroso, facendo conoscere il marchio un po’ in tutto il mondo. Quel modello poteva contare sulla spinta di un pazzesco motore V8 da 4,7 litri e 310 cavalli. Il costo? Si aggirava intorno agli 81 mila euro.

Un nome che è stato riutilizzato anche negli anni Novanta, per un modello che, senza ombra di dubbio, ha modificato il corso della storia di questo famoso marchio. Stiamo facendo riferimento alla Maserati Ghibli del 1992, che venne realizzata fino al 19967 in ben 2183 esemplari, sotto la gestione non di uno, ma di due proprietari.

La storia del marchio e quella dei fratelli Maserati è stata ricca di colpi di scena e di imprevedibilità. Infatti, questi ultimi, nonostante fossero senz’altro eccellenti nel lavoro, non erano in grado di trovare una soluzione per le problematiche a livello finanziario. Nel 1939 la Maserati si sposta a Modena, sotto l’imprenditore Orsi, per poi passare alla Citroen trent’anni dopo. Infine, il passaggio alla Peugeot e poi nuovamente sotto l’ala italiana. Il rischio del fallimento nel 1975, con un salvataggio che porta Alejandro De Tomaso alla guida del marchio. E inevitabilmente, a quest’ultimo vanno i meriti in relazione alla Biturbo, la vettura più prodotta nei primi 100 anni del marchio. Eppure, tra ritardi nelle consegne e l’aumento del prezzo, con l’assemblaggio dell’auto a Milano e la produzione dei motori a Modena, le cose vanno sempre peggio. Solo il salvataggio della Fiat nel 1993 sistemerà le case, con il passaggio definitivo nel 1997 alla Ferrari.

Tra il 1992 e il 1997 c’è stata propria lo sviluppo e la realizzazione della Maserati Ghibli, che è stata proposta sulla piattaforma meccanica della Biturbo. Il battesimo ufficiale avvenne al salone di Torino. L’estetica è sempre stata il punto di forza della nuova Maserati Ghibli, con un perfetto mix tra carattere e personalità. Linee morbide e una grande pulizia formale, ma il suo animo sportivo viene perfettamente conservato, con qualche muscolo in più legato alla presenza dei parafanghi allargati e un comparto aerodinamico di tutto rispetto, molto all’avanguardia per quell’epoca. Dimensioni contenute, con un bagagliaio da 420 litri e un peso a vuoto intorno ai 1400 chili, migliorando notevolmente le prestazioni garantite. Il suo cuore è stato un propulsore 6 cilindri a V da 2 litri con cilindrata di 1996 cc, in grado di arrivare ad una potenza massima pari a 305 cavalli a 6250 giri e una coppia massima pari a 374 Nm a 4250 giri.

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