Cinema e motori, ecco il film su Nuvolari

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Manca poco all’uscita nei cinema del film “Quando corre Nuvolari”, che porta sugli schermi le vicende legate al mitico pilota lombardo, una delle stelle dell’automobilismo di tutti i tempi. E sul circuito a lui intitolato, in provincia di Pavia, è possibile invece scendere in pista e provare l’ebbrezza di guidare in prima persona.

Si chiama “Quando corre Nuvolari” ed è il film che, prendendo spunto dalla mitica Mille Miglia del 1948, ripercorre alcuni momenti fondamentali della vita privata e della eccezionale carriera di Tazio Nuvolari, il più grande pilota di automobilismo italiano e tra i più grandi di sempre al mondo.

Nelle sale il debutto del lungometraggio, diretto dal regista Tonino Zangardi e interpretato tra gli altri da Brutius Selby e Alessandro Haber, è atteso per questo mese di marzo, ma intanto ci sono alcune notizie che servono a raccontare la trama e le intenzioni del lavoro. Innanzitutto, la storia sarà narrata attraverso un lungo flashback che dai giorni d’oggi proietterà lo spettatore a vivere le emozioni delle corse sulle auto intorno alla metà del Novecento.

Come spiega Zangardi, il film vuole essere allo stesso tempo una storia d’amore, di coraggio e di amicizia, ma anche di tradimenti, dove vince non il più forte, ma il più coraggioso. Un aggettivo che ben si sposa con Tazio Nuvolari, che proprio nel corso della Mille Miglia del 1948 diede ennesima prova della sua capacità di sfidare il pericolo: ormai cinquantaseienne e minato nella salute, il campione decise di mettersi alla prova correndo sulla Ferrari 166 SC, ma su costretto da varie noie meccaniche a ritirarsi.

In realtà, prima di alzare bandiera bianca (o, per meglio dire, di essere richiamato definitivamente allo stop da parte della scuderia e del Drake Enzo Ferrari in persona), Nuvolari aveva sfidato ogni tipo di avversità, perdendo per strada un parafango e il supporto del sediolo del meccanico e incrinando il supporto di una balestra; inoltre, poco dopo la partenza della corsa decise di rimediare in modo drastico a una chiusura imperfetta del cofano motore, eliminandolo del tutto e correndo a motore aperto.

Proprio quel cofano della Ferrari 166 SC sarà il trait d’union tra passato e presente nel film, perché nella storia della pellicola il prestigioso pezzo finirà nelle mani di un ragazzino che, da adulto e nonno, racconterà al nipote le imprese del suo idolo sportivo. Per pubblicizzare l’opera, invece, è stata scelta una delle massime di Nuvolari, ” L’importante non è raggiungere il limite ma superarlo”.

Una frase che potrebbe abbinarsi bene anche all’esperienza di guidare in prima persona una supercar: è quello che consente di fare Rse Italia grazie ai suoi pacchetti promozionali, disponibili anche per il circuito Tazio Nuvolari, la pista mantovana che porta proprio il nome di colui che Ferdinand Porsche arrivò a definire “il più grande pilota del passato, del presente e dell’avvenire. Certo, non si guiderà la fascinosa Ferrari degli anni Quaranta per mordere l’asfalto e sentire i brividi della velocità, ma la possibilità di stare al volante di una Lamborghini Huracan o di una Ferrari 488 GTB non capita certo tutti i giorni, ed è senz’altro un’esperienza consigliata a tutti gli appassionati di motori e competizioni o di quanti sono cresciuti nel mito del “Mantovano volante”.

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