Bonus carburanti: come funziona

di Alessandro Bombardieri Commenta

Guidi e Padoan hanno firmato il decreto “bonus carburanti” che prevede 2 anni di agevolazioni economiche, per un totale di oltre 170 milioni di euro: fondi che erano stati bloccati dopo un contenzioso amministrativo relativo al precedente decreto.

Il decreto sul bonus carburante riconosce la partecipazione a quote del Fondo costituito con le royalties dall’estrazione di gas e petrolio alle Regioni in cui si trovano impianti di rigassificazione (Veneto e Liguria) e prevede meccanismi di equità sociale per l’erogazione delle agevolazioni a beneficio delle fasce sociali più deboli.

Il fondo costituito per le produzioni 2011 (terza erogazione) stanzia 79 milioni di euro circa; la maggior parte spetta alla Basilicata con oltre 48 milioni di euro, poi il Veneto con 8,3 milioni. Solo per la Basilicata c’è pure un riconoscimento di mancati accrediti bonus pari a 4,4 milioni di euro. Il Fondo per le produzioni 2012 (quarta erogazione) supera di poco i 93 milioni di euro, per la Basilicata 72 milioni e per il Veneto 4,1 milioni.

L’attribuzione del bonus è legata al reddito del beneficiario. Le due annualità sospese (relative alle produzioni 2011 e 2012) saranno erogate entro i primi mesi del 2015: chi non percepisce redditi o chi ha un reddito sotto i 28mila euro annui riceverà un bonus doppio. I contribuenti appartenenti alla fascia più alta secondo l’IRPEF riceveranno solo il bonus minimo (30 euro).

In Basilicata gli utenti sono già in possesso di una carta prepagata, appartenente al circuito MasterCard, presso la quale verrà depositato un importo spendibile esclusivamente per il rifornimento di carburante. Il ministero dell’Economia accrediterebbe, con il fondo del 2011, un bonus massimo di circa 150 euro e con quello del 2012 un bonus massimo pari a 220 euro.

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