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Nissan in crisi: 20.000 posti di lavoro a rischio

Nissan prospetta un taglio drastico dei costi di gestione lasciando prospettando il licenziamento di circa 20.000 lavoratori, riducendo così l’organico da 235.000 a 215.000 unità. La decisione sarebbe generata dalle pesanti perdite che l’azienda giapponese ha registrato nel corso dell’ultimo anno; anche per il 2009 il trend di vendite è decisamente negativo.

La manovra di riduzione del personale rientra nel piano di ristrutturazione comunicato dal presidente del gruppo Carlos Ghosn. Oltre al taglio dei posti di lavoro verranno ridimensionati i progetti per l’immissione di nuovi modelli sul mercato e la riduzione dei budget a disposizione per marketing, pubblicità e partecipazione ai saloni internazionali.


Ghosn comunica che non si è ancora deciso in quali ambiti verranno applicati i tagli del personale, che si attueranno entro il 2010; certo è che non si tratterà di licenziamenti indiscriminati, la procedura seguirà una logica che prevede di non effettuate nuove assunzioni, di non rinnovare i contratti a termine e di punterà soprattutto sui prepensionamenti e sugli incentivi al pensionamento di quei dipendenti che ne avranno i requisiti. Precisa il presidente Nissan che non verrà chiuso nessuno stabilimento di produzione.


Quest’ultima affermazione sembra la condizione essenziale affinché la Nissan riceva parte degli aiuti statali francesi; saprete certamente che già da tempo la casa giapponese è consociata alla Renault, con la quale condivide tecnologie e linee di montaggio. Tra i vincoli per l’accesso agli aiuti è infatti previsto che non vengano toccati gli stabilimenti e salvaguardati i posti di lavoro esistenti.

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