Gioie e dolori della Ducati con il Dovi deluso

di Alba D'Alberto Commenta

La prima parte della stagione può essere archiviata con soddisfazione da Iannone, il pilota della Ducati è molto contento di come sono andate le gare disputate. A differenza del suo compagno di squadra che ritiene già pesanti gli ultimi due ritiri. Le loro dichiarazioni. Andrea Iannone, in un’intervista rilasciata al sito ufficiale della MotoGP e riportata dai maggiori quotidiani sportivi nazionali, spiega che all’interno di una squadra si fa gruppo ed è inutile stare a distinguere tra primo e secondo pilota. E il discorso è ancora più valido se si parla della Ducati considerata dall’abruzzese una vera famiglia:

Io sono abbastanza lontano, una quarantina di punti, ma credo anche che in un campionato come questo nulla è detto. Faccio fatica a dare un pronostico tra Lorenzo, Valentino, Marquez e Pedrosa. Forse è più facile dall’esterno, ma io sono un pilota e vivo questa situazione in prima persona. Continuo ad affrontare il mondiale alla mia maniera, alla fine tireremo le somme.

Poi parla del progetto Ducati

Un progetto nuovo, di appena tre mesi. Eppure siamo già soddisfatti e oltre le nostre aspettative, se consideriamo tutto quello che stiamo facendo. Ho dovuto fare i conti con quel che avevo: la mia condizione (che ancora sto recuperando) non poteva cambiare da un momento o da un giorno all’altro. Bisognerà stringere i denti fino alla pausa, dopo sicuramente tornerò come se nulla fosse accaduto. Senza l’infortunio sarei stato più tranquillo e spensierato, avrei cercato di attaccare un po’ di più e non pensare a preservare qualcosa per poter arrivare alla fine.

E Dovizioso? Parla del fatto che due ritiri sono pesanti, poi riflette ad alta voce:

Le due Yamaha ci hanno dato la conferma che non è facile stare con loro, ma la Honda era alla nostra portata. Ho fatto un piccolo errore alla curva 4 e la moto mi è partita più del normale, ma lo ha fatto in una maniera talmente secca che non ho nemmeno fatto un high-side. Non ci era mai successo prima, e quindi dobbiamo capire se possiamo migliorare l’elettronica in modo da prevenire questo problema nel futuro.

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