Gutierrez e Sassi sui prossimi appuntamenti della F1

di Redazione Commenta

La F1 si trasferisce negli Stati Uniti e su Ferrari.com sono già pronte una serie di riflessioni e presentazioni dei prossimi appuntamenti. Ecco per esempio le opinioni di Gutierrez e di Lorenzo Sassi. Cosa aspetta i piloti nella doppia trasferta?

La Ferrari, esattamente come le altre scuderie, si prepara ad una doppia trasferta nordamericana. La prima tappa è in Texas e lo Chief Designer Power Unit, Lorenzo Sassi, la descrive a Ferrari.com con queste parole:

Il tracciato di Austin presenta tre aspetti interessanti: il primo è il cosiddetto power effect, cioè l’importanza della prestazione della power unit nel tempo sul giro. Effetto che su questa pista è molto alto. Il secondo aspetto riguarda la gestione dell’energia: nelle frenate, infatti, dobbiamo garantire un buon recupero energetico per sostenere la prestazione sui rettilinei. Ultimo, ma non meno importante, è il fatto che la pista presenti molti saliscendi che in alcuni tratti possono rendere critica la gestione della pressione dell’olio. Ci aspettiamo che il consumo di carburante sia meno critico che a Sochi, ma rimane comunque un parametro da monitorare, perché solo quando scenderemo in pista venerdì e sabato valuteremo la situazione reale. Per quanto riguarda i gettoni di sviluppo, ne abbiamo ancora quattro da utilizzare: abbiamo tante idee su come spenderli, per incrementare la performance in questa stagione, ma anche con un occhio al 2016.

Gutierrez, terzo pilota Ferrari, parla invece delle difficoltà tecniche del tracciato che non vede l’ora di affrontare e dichiara:

“Il tracciato è molto interessante, perché è stato disegnato per raccogliere le migliori curve dei vari tracciati. Alla prima tornata c’è una salita molto ripida seguita da una sequenza di curve che ricordano le Becketts di Silverstone, ma un po’ più lunghe. Poi, ad esempio, la lunga sequenza di curve 16, 17 e 18 ricorda il circuito turco di Istanbul. La mia parte preferita è il primo settore comunque, perché è molto veloce. Nel secondo e terzo, però, ci sono anche curve molto lente e questo rende più complicato trovare l’assetto ottimale per la vettura. La frenata più dura è quella che si affronta in curva 12 ed il carico aerodinamico necessario è di livello medio alto. Questo è comunque uno scenario comune a diverse gare del campionato, bisogna trovare un buon compromesso nel preparare la macchina e cercheremo di gestire la situazione al meglio, come sempre”.

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